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Marketing Tradizionale o Marketing Digitale
Marketing Tradizionale vs Marketing Digitale
Si riscontra molto frequentemente, forse troppo, tra coloro che si occupano di marketing un atteggiamento da snob verso quelle pratiche che si potrebbero definire tradizionali perché seguite nell’era della pre-digitalizzazione.
Escludendo coloro che si auto-attribuiscono un ruolo nel marketing pur svolgendo compiti che con esso nulla hanno a che vedere o, nella migliore delle ipotesi, lo sfiorano appena, i cosiddetti nativi digitali tendono a trascurare o sottovalutare l’efficacia di azioni di marketing che, invece, conservano un importante significato, specie per quel che concerne la costruzione di una solida e duratura relazione con il cliente in ambito professionale.
La visita periodica, il messaggio personalizzato, l’organizzazione di eventi conviviali da condividere con il cliente aiutano a creare empatia, fiducia, appartenenza, con il risultato di trasformare il rapporto professionista – cliente in un rapporto tra partner.
È pleonastico sottolineare quanto deleterio possa essere ignorare gli effetti benefici, in termini di comunicazione vincente, derivanti dall’utilizzo di strumenti digitali, di social network, dell’AI, ma è altrettanto pregiudizievole rinunciare alle iniziative off – line ovvero quelle solitamente intraprese nel mondo non tecnologico del XX secolo, le quali dimostravano enorme forza comunicazionale e, dunque, relazionale.
Si potrebbe, addirittura, osare e affermare che, in un’epoca in cui le interazioni sono fondamentalmente mediate dalla tecnologia, il contatto umano favorito da una visita di persona, l’ascolto diretto e non demandato ad uno scambio di mail o di messaggi via social, la condivisione non programmata e, quindi, informale di un apericena diventano la vera leva strategica perché contribuiscono a dare valore ad un bene che la velocità imposta dall’innovazione ha indotto a dimenticare ovvero l’attenzione, innanzitutto, umana, dunque, rivolta alla persona prima ancora che al partner.
Lungi dal desiderio di abbandonarsi a riflessioni da nostalgico, svelando la propria appartenenza alla generazione X, ma, proprio perché non nativo ma digitale ma adottato, visto che il punto non è scegliere tra analogico e digitale, l’intento è di suggerire l’opportunità di integrare l’efficienza tecnologica consentita dal digitale, che resta imprescindibile per informare, organizzare e conservare la continuità nella comunicazione, con la relazione di valore costruita ricorrendo alle buone abitudini di un tempo della presenza fisica, dell’ascolto, della costruzione della fiducia ravvicinata.
Ciò potrebbe, oggi, anche diventare elemento di differenziazione, con la conseguenza di conquistare un vantaggio competitivo importante e di lungo termine.
